Visitare Viterbo

Dopo avervi dato consigli su cosa vedere a Civita di Bagnoregio, Tuscania, Caprarola e Bagnaia, questa volta si torna nel capoluogo della Tuscia, di cui vi ho già parlato qui. A Viterbo ci vivo da un bel po' di anni ormai, è l'approdo che non sono riuscita a lasciare, il posto in cui ho trascorso il periodo più bello della mia vita, che mi ha fatto crescere, che mi ha dato l'amore, amici e ricordi. È la terra in cui metto nuove radici... Viterbo è la mia città.

Scusate la digressione romantica. Veniamo al sodo: come ci si arriva e, soprattutto, cosa c'è da vedere?
Sebbene io sia un'amante dei viaggi in treno, devo essere sincera: per scegliere di venire a Viterbo tramite ferrovia, dovete avere tanto tempo e mettervi in modalità "assoluto relax", perché la Città dei Papi non è collegata proprio benissimo e potrebbero volerci un po' di ore per arrivare, dopo aver fatto qualche cambio. Viterbo ha due stazioni: quella di Porta Romana e quella di Porta Fiorentina. 

Il mezzo più pratico per raggiungere Viterbo è l'auto (o ovviamente il pullman se siete un gruppo organizzato): qualora percorriate l'autostrada, vi consiglio di uscire a Orte, altrimenti, a seconda della vostra provenienza, scegliete di percorrere strade statali e provinciali, che sono molto più panoramiche. Se non soffrite le curve, ne vale davvero la pena!
Al momento (aprile 2015), potete parcheggiare la vostra auto o il pullman nell'ampio parcheggio in Piazza Martiri d'Ungheria (entrate in città da Porta Fiorentina), ma presto sarà pronta una nuova area a Valle Faul, al termine dei lavori previsti dal "Progetto Plus"... ma su questo tornerò a tempo debito.

Da Piazza Martiri d'Ungheria (per i viterbesi "Il Sacrario") possiamo far partire la nostra passeggiata, che inizia con la vista del quartiere moderno, realizzato durante il ventennio fascista: costeggiando il Palazzo delle Poste dalla tipica architettura del regime mussoliniano, passiamo improvvisamente allo spazio rinascimentale occupato dal Palazzo dei Priori, ancora oggi sede comunale, che dà su Piazza del Plebiscito (per i viterbesi "piazza del Comune"): è qui che vi narro le vicende storiche e mitologiche della fondazione della città, della leggenda della Bella Galiana, che vi spiego perché il leone è simbolo di Viterbo ed è qui che immaginiamo la macchina di Santa Rosa scendere da via Cavour nel buio della notte del 3 settembre...
La Sala Regia nel Palazzo dei Priori
Si prosegue su via San Lorenzo per raggiungere l'omonimo colle, passando dal Rinascimento al Medioevo: ci stiamo dirigendo verso il cuore più antico della città, dove ancora si leggono le tracce del passato etrusco e dove sorge il monumento simbolo di Viterbo: il Palazzo dei Papi. Percorriamo la via e facciamo una sosta in Piazza del Gesù, un tempo detta di San Silvestro come la chiesetta romanica che qui sorge. Vale la pena fermarsi non solo per la grazia di questo angolo caratteristico, ma anche per la storia del feroce delitto che qui si consumò nel marzo del 1271 (ma, abbiate pazienza, non posso raccontarvi tutto ora). La vedete l'alta torre che svetta nel cielo? È detta "del Borgognone" ed anche questa narra una leggenda assai curiosa.
Piazza del Gesù: la fontana e, sullo sfondo, la torre del Borgognone
Per raggiungere il Colle di San Lorenzo attraversiamo il vicolo dei pellegrini, dove transitavano un tempo coloro che percorrevano la via Francigena: alla fine voltatevi a destra e notate un'epigrafe medievale in latino. Potete leggerne affianco la traduzione in italiano... sì, è proprio quel che sembra: una maledizione!
Giriamo a destra e oltrepassiamo il ponte: a sinistra notate la torre di Messer Braimando, l'unica rimasta delle quindici torri che difendevano il colle, rase al suolo durante l'assedio di Federico II nel 1243; a destra sorge invece Palazzo Farnese, dove probabilmente trascorse parte della sua infanzia Alessandro Farnese, il futuro Papa Paolo III.

Più avanti, quasi all'imbocco della piazza, ai lati della strada notate dei grandi blocchi squadrati di peperino incastonati negli edifici di epoca moderna: queste pietre sono la testimonianza più antica della città. È ciò che rimane della cinta muraria etrusca, che venne eretta nel IV secolo a.C. per proteggere l'acropoli sul lato più esposto agli attacchi dei nuovi invasori romani. E.... oooohhhh!! la Meraviglia si materializza davanti ai vostri occhi: quel ricamo di pietra è il Palazzo dei Papi, dove si svolse il primo e più lungo conclave della storia. La Cattedrale di San Lorenzo con l'elegante campanile e il palazzetto di Valentino della Pagnotta completano la cornice della piazza più importante della città. Qui è d'obbligo visitare tutto il visitabile (per informazioni contattatemi oppure consultate il sito del Museo del Colle del Duomo).
La Cattedrale dalla loggia del Palazzo dei Papi

Dopo aver goduto appieno della bellezza dell'intero polo monumentale possiamo dirigerci al quartiere medievale di San Pellegrino: torniamo indietro ripercorrendo il ponte e proseguiamo dritti verso quella graziosa piazzetta dal nome inquietante: Piazza della Morte. Con la tipica fontana medievale "a fuso", questo è uno dei fulcri della "movida viterbese" e da qui si ha anche accesso alla Viterbo Sotterranea. Transitiamo su via pietra del pesce e sbuchiamo in piazza San Carluccio: qui inizia il quartiere medievale più esteso e meglio conservato d'Europa. Non dimenticatevi che, come ho già avuto modo di dire in post precedenti, c'è anche il quartiere di Pianoscarano, meno conosciuto, ma altrettanto antico e meraviglioso: potete raggiungerlo da via Borgolungo, che si apre sulla destra alla fine di via San Pellegrino.
Uno sguardo sui tetti di San Pellegrino da Pianoscarano
Direi che dopo questa scarpinata, ci vuole una sostanziosa pausa pranzo in uno dei ristorantini tipici del centro storico: c'è l'imbarazzo della scelta... ed io, che sono una buona forchetta, non sono rimasta delusa da nessuno di essi! Mi raccomando, assaggiate i piatti tipici: acquacotta alla viterbese, zuppa di ceci e castagne, pappardelle al cinghiale, coniglio verde leprino, tozzetti alle nocciole... e mi fermo qui che già mi è venuta fame!


Quartiere medievale di San Pellegrino
Quartiere medievale di San Pellegrino

Nel pomeriggio, potete andare ad esplorare l'altra parte della città: ad esempio, la Chiesa di Santa Rosa, il Museo Nazionale Etrusco ospitato nella splendida cornice della Rocca Albornoz e il Museo Civico nel complesso conventuale di Santa Maria della Verità, immediatamente fuori dalle mura cittadine: entrambi custodiscono tesori di inestimabile valore. Per raggiungere questi luoghi, vi consiglio di percorrere Corso Italia (la via dello shopping) e di fare una sosta allo storico Gran Caffé Schenardi o di "perdervi" nel dedalo di viuzze medievali, tra chiesette, profferli e cortili di pietra. Ogni tanto volgete gli occhi all'insù e divertitevi a scoprire gli stemmi delle nobili famiglie del passato, i simboli delle confraternite, i piccoli dettagli delle decorazioni scolpite nel peperino... Nonostante siano molti anni che vivo a Viterbo, ancora oggi mi capita di scoprire sempre qualcosa di nuovo incastonato in una facciata, in un arco o in un piccolo angolo nascosto. Ed ogni minimo particolare racconta una storia lunga secoli...
Uno dei profferli più belli è quello di Palazzo Poscia

Se volete scoprire di più di questa splendida città, conoscerne la storia, le leggende e le curiosità, contattatemi per una visita guidata o semplicemente per avere maggiori informazioni e suggerimenti.