Piazza San Lorenzo



Palazzo di Valentino della Pagnotta
Se fosse possibile, inizierei le visite guidate per il centro storico di Viterbo partendo dal cosiddetto “colle del Duomo” e questo perché proprio qui possiamo ritrovare quelle che per molti sono considerate le tracce più antiche della città: infatti all’ingresso della piazza dove si erge la Cattedrale si notano immediatamente  dei blocchi di tufo pertinenti ad un tratto di muro etrusco in opera quadrata. Sebbene le origini di Viterbo restino tuttora alquanto incerte, questi elementi sono stati interpretati come i dati più antichi relativi ad un modesto insediamento che occupò, almeno dall’epoca arcaica, l’attuale colle di S. Lorenzo (o Colle del Duomo). Tale insediamento continuò a vivere sino all’età imperiale, quando decadde in favore di un altro centro a qualche chilometro di distanza identificato con il nome Sorrina Nova. Le fonti storiche del passato citano questo antico nucleo insediativo sul sito dell’attuale colle del Duomo come castrum Herculis, poiché la tradizione sostiene che vi sorgesse in antichità un tempio dedicato ad Ercole (tradizione non avvalorata da nessun dato archeologico od epigrafico). Durante l’alto medioevo è citato come castrum Viterbii e ad esso si riferiscono le prime notizie sulla città, risalenti alla prima metà del’VIII secolo: da tale momento l’infittirsi di citazioni nelle fonti sembrerebbe suggerire la crescente rilevanza del luogo, dovuta alla sua posizione strategica in un territorio posto tra i possedimenti della Chiesa romana ed il ducato longobardo di Spoleto; inoltre esso offriva delle valide difese naturali fornite dalle ripide pareti tufacee del colle e dai due torrenti che scorrevano ai suoi piedi. Intorno al 773 infatti Desiderio ne incrementò le fortificazioni allo scopo di utilizzare il castrum come piazzaforte per il progettato assedio dell’Urbe, ma la capitolazione del re longobardo ricondusse gli insediamenti della zona nell’orbita del Patrimonio di S. Pietro. Ad ogni modo fino a poco prima dell’anno Mille, la realtà cittadina era poco definita e consisteva unicamente nell’insieme di alcuni agglomerati urbani in fase di accorpamento e di integrazione. Durante le ultime fasi del regno longobardo, tuttavia, già si attestava la presenza della civitas Vitervese (o Viterbii o viterbiensis). 
La piazza si presenta oggi come uno dei luoghi più stratificati del centro storico, anche se nessuno degli edifici che vi prospetta (la Cattedrale, il Palazzo Papale, il Palazzo Marsciano ed il Palazzo di Valentino della Pagnotta)  è anteriore al XIII secolo.