Le mura di Viterbo


Come già accennato in precedenza, il centro storico di Viterbo è cinto da un circuito murario in peperino, che si estende per circa 4 km. Nonostante i numerosi restauri ed interventi di manutenzione subiti attraverso i secoli, il tracciato rimane sostanzialmente quello realizzato tra l’XI ed il XIII secolo: il primo tratto fu infatti innalzato dal 1095, in concomitanza con la nascita di una struttura organizzativa di tipo comunale, ed assunse il suo aspetto definitivo nel 1268. Gli aspetti più caratterizzanti sono la presenza, ancora oggi, di numerose torri e porte urbiche (in tutto quattordici: di alcune ne rimane solo traccia, altre furono chiuse e riaperte in diverse epoche). Il complesso murario è il risultato di più fasi costruttive legate alla storia della città, dalla fondazione al periodo di maggior splendore, fino al declino dai primi anni del XIV secolo, quando i Pontefici lasciarono Viterbo ed il Lazio per rifugiarsi ad Avignone. Nonostante l’evoluzione delle tecniche costruttive, rimase costante l’impiego di determinati materiali, di cui cambiarono solo le pezzature e le modalità di posa: i più utilizzati, tutti facilmente reperibili nella zona del viterbese, erano il peperino ed il tufo legati con un impasto di calce e pozzolana.
Nonostante le diverse fasi costruttive dell’intero circuito murario, alla fine del XIII secolo Viterbo doveva presentare una struttura difensiva piuttosto omogenea e, come già detto, i restauri e gli interventi di manutenzione dei secoli successivi non hanno modificato il tracciato originale, sebbene  numerosi crolli e danneggiamenti abbiamo interessato soprattutto il tratto orientale (in particolare a seguito dei bombardamenti  della seconda guerra mondiale).