Visitare Caprarola e il Palazzo Farnese

Continuano i miei (molto pratici) consigli di viaggio nei luoghi più suggestivi della Tuscia. Stavolta si va a Caprarola, caratteristico borgo adagiato sul fianco di una collina e dominato dall'imponente mole del celebre Palazzo Farnese, di cui vi ho già parlato qui.
Se arrivate in macchina, potete provare a cercare parcheggio lungo la strada principale, via Nicolai, che conduce dritta dritta al Palazzo (non a caso i Caprolatti la chiamano "lo deritto"), per godere dell'effetto prospettico attraverso cui l'edificio sembra vicinissimo, ma in realtà... Bene, se siete allenati ed avete un buon fiato provate a farla dall'inizio alla fine. Uno spettacolo!
Via Filippo Nicolai, "Lo deritto"
Ma, sono sincera, non amo quando le vetture intasano il centro storico impedendone una serena fruizione: vi consiglio allora di lasciare macchina, autobus, motorini, cavallo e carrozze nell'ampio parcheggio in via Monte Grappa (su, impostate il navigatore, non fatemi spiegare tutto): il punto di riferimento è un distributore di un noto fornitore di carburanti. Qui troverete anche delle toilettes pubbliche molto ben curate da un'energica e zelante custode. Grazie signora!
Bene, ora posso prendervi per mano: ci aspetta una passeggiata di qualche centinaio di metri (forse un po' di più) verso la "star" del paese, il protagonista indiscusso della zona Cimina: costeggiamo l'ampio edificio delle ex-scuderie farnesiane e, pochi metri più giù, facciamo il nostro ingresso nel piazzale superiore, percorriamo la scalinata fino all'entrata principale (immaginatevi pure nella vostra ascesa trionfale a cavallo, come nobili o dame d'altri tempi), entriamo e... ooohh! siamo già nel Sala della Guardie. Mettete un attimo da parte lo stupore e ricordatevi di pagare il biglietto: 5€ per tutti gli over 18. Non appena varcheremo il portone che dà direttamente accesso alla Scala Regia penserete che i vostri soldi sono stati spesi più che bene. Possiamo ancora immaginarci a cavallo del nostro destriero perché pare che effettivamente così facesse il "Gran Cardinale", Alessando Farnese junior, nipote dell'omonimo che divenne papa col nome di Paolo III.
La Scala Regia

La Stanza dei Sogni
Sala dei Fasti Farnesiani


Sala del Mappamondo
Non mi dilungo qui nella spiegazione delle sale (ma, se volete, potete chiamare una guida turistica abilitata per la Provincia di Viterbo. Io un'idea ce l'avrei...), giriamo tutto il palazzo, usciamo e saliamo fino al Parco (attenzione, la domenica è chiuso. Per sicurezza, prima fate sempre una telefonata al numero 0761 646052). Arriviamo in cima con gli occhi colmi di bellezza, la mente aperta a nuovi itinerari di pensiero, l'anima depurata dalle brutture quotidiane e respiriamo a pieni polmoni l'aria fresca dei Monti Cimini! Oltre il bosco, i giardini e le fontane continuano ad accompagnarci nel percorso di ascesa fisico e spirituale (non esagero, quello era lo scopo). Dopo tutto questo "ben di Dio" (a casa di un cardinale penso si possa dire), ritorniamo indietro e prendiamo verso l'uscita, non senza aver dato un ultimo sguardo ai "giardini bassi" con i loro giochi di labirinti e fontane "travestite" da grotte.



Sicuramente tutto questo percorso così impegnativo fino ai più alti concetti dell'arte, della storia e della cultura vi ha messo un certo appetito. Vi porto a fare uno spuntino in una delle botteghe di prodotti tipici della Tuscia situate nel borgo antico (ci immergiamo nei vicoli medievali e osserviamo le tracce dei rifacimenti farnesiani: se li osserviamo, i muri ci parlano).  Assaggio obbligatorio: la nocciola dei Monti Cimini, la D.O.P. Tonda Gentile Romana. Io la preferisco nella versione "crema spalmabile"...tipo Nutella insomma, ma molto più buona e genuina (ebbene sì, può esserci qualcosa di più buono della Nutella). Due cantucci alle nocciole, annaffiamo con un buon vino dolce tipo Aleatico di Gradoli... e abbiamo recuperato le forze! Se preferite il salato, non ci faremo mancare i pecorini e i salumi della Tuscia (per un breve excursus sulle specialità enogastronomiche, vedi qui).
Ora, con la pancia piena, possiamo salutarci. Alla prossima tappa! E ricordatevi che, se avete bisogno di una guida, rivolgetevi sempre a professionisti regolarmente abilitati e, possibilmente, locali: solo guide turistiche abilitate per la provincia di Viterbo!