Piazza della Morte a Viterbo

Tappa obbligata del tour classico di Viterbo è quella di Piazza della Morte, tra Piazza San Lorenzo, dove sorgono la Cattedrale ed il Palazzo dei Papi, e il quartiere medievale di San Pellegrino. Certo, il nome crea non poco sbigottimento e molti turisti suppongono che derivi dal fatto che lì si svolgessero delle esecuzioni capitali durante il periodo medievale. Vi garantisco che al mio annuncio "Questa è Piazza della Morte!" le espressioni sui volti della gente non sono proprio tranquille... Posso comunque rassicurarvi: nessun fantasma di qualche malfattore vi perseguiterà transitando in questo luogo! L'origine del nome va ricercata nel fatto che, nel corso del XVI secolo, si stabilì nella vicina chiesa di San Tommaso la Confraternita dell'Orazione e della Morte, che aveva lo scopo di dare degna sepoltura ai cadaveri abbandonati nelle campagne, le cui famiglie non avevano possibilità di offrire loro le giuste esequie (non a caso, a pochi metri dalla piazza, c'è una stradina chiamata "via del Cimitero").
La denominazione non rende giustizia alla sua grazia: la piazzetta si presenta come un salotto circondato da alti alberi frondosi con, al centro, l'omonima fontana "a fuso" caratteristica dei borghi della Tuscia. E' una struttura a vasca circolare con delle semplici specchiature rettangolari, in mezzo il fusto fusiforme decorato a motivi vegetali e protomi leonine da cui sgorga l'acqua, in cima un elemento decorativo a forma di corona culminante con un acroterio a forma di pigna (elemento fortemente simbolico mutuato dall'epoca classica, legato all'ambito sepolcrale, poi riutilizzato in epoca cristiana come simbolo di redenzione). La fontana viene datata al XIII secolo, ma probabilmente ne sostituisce un'altra più antica, quando questo luogo si chiamava ancora "Piazza Nuova"; il nome mutò poi in "Le Carbonare", nel XV secolo fu detta "di San Tommaso", per l'importanza assunta dalla vicina chiesa, e infine assunse la denominazione che le rimane ancora oggi.

Su questa piazza si trova anche l'accesso alla Viterbo Sotterranea, una rete di cunicoli scavati nel tufo (come ad Orte), di cui è attualmente fruibile soltanto un breve tratto.
Nelle giornate di sole, quando la temperatura è mite, è dolce godersi questo piccolo angolo di beatitudine in mezzo alla città, trovare ristoro in questo contesto così elegante ed accogliente, con lo sciabordìo della fontana in sottofondo, che diventa ancora più bella quando abbellita dalle decorazioni floreali di San Pellegrino in Fiore o di qualche attento commerciante.
Buon relax!