Bolsena e il suo Lago


Questa estate ci sta regalando giornate davvero molto calde e per chi si trova nella Tuscia una valida alternativa al mare (e quindi a località come Tarquinia Lido e Montalto) è sicuramente il lago. Qui si può scegliere tra il Lago di Vico ed il Lago di Bolsena. Tra i due, quello di Bolsena è sicuramente il più “turistico”, mentre quello Vico, con la sua Riserva Naturale e la sua ricca vegetazione, è più adatto agli appassionati di escursioni e passeggiate nei boschi.
La canicola di oggi mi porta ad agognare il venticello fresco del Lago di Bolsena, a sognarmi distesa sulla sua spiaggia fatta di sabbia vulcanica e come sottofondo musicale lo sciabordìo dell'acqua, a passeggiare nel suo incantevole centro storico gustando un buon gelato… infine salire fino alla Rocca Monaldeschi per godermi il tramonto mozzafiato…
Ho invogliato anche voi ad andare a Bolsena, vero? Allora ve la racconto un po’…
Partiamo dal Lago. Con una superficie di circa 115 km², è il più grande lago di origine vulcanica in Europa e si è originato quasi 300.000 anni fa in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani della catena dei Monti Volsini: in seguito, esplosioni interne al lago stesso hanno dato origine alle isole Martana e Bisentina.
L’isola Martana prende il nome dall’abitato prospiciente (Marta, appunto) ed è legata alla sorte della sventurata Amalasunta, regina dei Goti, assassinata dal cugino Teodato nel 535.
L’isola Bisentina sorge difronte l’abitato di Capodimonte. Tracce di insediamenti palafitticoli ed il ritrovamento di un’antica piroga ci informano che essa fu frequentata sin dall’età del Bronzo, poi per tutta l’età etrusca e romana. Nel IX secolo divenne rifugio dalle incursioni saracene per le popolazioni circostanti il lago. Verso la metà del XIII secolo cadde in mano ai Signori di Bisenzio, ma nel 1261 Papa Urbano IV la incluse, insieme all’isola Martana, nei domini diretti della Chiesa e volle chiamarla Urbana.
Dopo varie dominazioni, solo nel 1400 divenne dominio dei Farnese fino al 1649, quando, con la distruzione di Castro da parte di Innocenzo X, tornò in mano alla Chiesa. Dopo alterne vicende, oggi è di proprietà dei Principi del Drago. Gli edifici che ancor oggi rendono l’isola affascinante e misteriosa sono legati per lo più alla storia dei Farnese, come la Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo (progetto del Vignola), il tempietto di S. Caterina (attribuita ad Antonio da Sangallo il Giovane) ed il “carcere della malta”, scavato nella terra, dotato solo di un piccolo foro per la luce e destinato ai condannati a vita per eresia.


La Basilica di S. Cristina
L’area dove attualmente sorge l’abitato di Bolsena è stata frequentata sin dall’età del Bronzo e la sua continuità di vita è testimoniata per tutta l’epoca etrusca, di cui rimangono tracce di un insediamento fortificato e tombe di VII-VI secolo a. C.
La Rocca
Il lago visto dalla Rocca Monaldeschi della Cervara.
Abbiamo notizie di una Velzna etrusca, distrutta dai Romani (che la chiamavano Volsinii Veteres) nel 264 a.C. e che corrisponderebbe, secondo studi attendibili, all’attuale Orvieto: gli scampati a tale distruzione scesero a popolare le sponde nord-orientali del lago di Bolsena, dando vita alla romana Volsinii Novi, che viene inclusa nel tracciato della via Cassia e diventa Municipio nell’89 a. C..
La presenza delle Catacombe di Santa Cristina e di Gratte, ci testimoniano che fu un centro molto attivo in età paleocristiana, proprio grazie alla presenza del culto della giovane Santa Martire, al punto che fu sede di Diocesi dal V secolo fino alla fine del VII.
L’attuale borgo medievale è sorto dopo che i Longobardi, nella seconda metà del VI secolo, distrussero il centro romano (le cui vestigia si possono ammirare oggi nel sito di Poggio Moscini, a poche centinaia di metri dal centro storico): sull’attuale abitato svetta imponente la Rocca dei Monaldeschi della Cervara, che ottennero il vicariato della città da Papa Bonifacio IX nel 1398.

Dal punto di vista religioso, Bolsena è famosissima non solo per il culto di S. Cristina e per la storia dei suoi martirî durante le persecuzioni di Diocleziano, ma anche per il Miracolo Eucaristico, per cui, nel 1264, Urbano IV istituì la festa del Corpus Domini.

Il tour guidato per il centro storico di Bolsena inizia, in genere, con la visita alla Basilica di S. Cristina, voluta, secondo la tradizione, da Matilde di Canossa nel XII secolo. L’edificio è costituito da quattro nuclei principali: la basilichetta ipogea detta “grotta di S. Cristina” (X secolo, ma forse già esistente nel IV) comprendente anche le catacombe in cui fu sepolta la santa (fine III – inizi V), l’edificio romanico a tre navate, la cappella del Miracolo Eucaristico e la cappella di S. Leonardo. 

Si prosegue attraverso le vie del borgo medievale e si conclude con la visita alla Rocca Monaldeschi della Cervara, sede del Museo Territoriale del lago di Bolsena, che ospita i reperti archeologici degli antichi abitati lacustri e sezioni didattiche sulla vulcanologia e la formazione del territorio e sulla ricerca subacquea. Da qui, salendo in cima alla torre e sostando sui camminamenti, si può godere di un’incantevole vista sul lago.



Durante la bella stagione potete approfittare dei tour in battello con partenze da Bolsena e da Capodimonte: un giro di circa un'ora attorno alle due isole lacustri per poterne ammirare la rigogliosa vegetazione dalla quale fanno capolino le vetuste architetture, ascoltare le loro storie, conoscere la fauna che le abita. Munitevi di macchina fotografica: lo spettacolo è unico!!

Gli eventi più importanti della città sono: le infiorate in occasione della festività del Corpus Domini, la festa delle ortensie (ultimo week end di giugno), i misteri di S. Cristina (23 e 24 luglio).


Per la visita guidata di Bolsena e di altri pittoreschi borghi sulle rive del Lago contattatemi: costruiremo insieme un itinerario su misura per i vostri interessi!