Le necropoli etrusche di Tarquinia

Inizia il periodo delle gite scolastiche e, come ogni anno, ho la possibilità di condurre in visita guidata molte classi di studenti provenienti da Istituti di ogni ordine e grado. Indubbiamente la tappa più richiesta è la necropoli etrusca di Monterozzi a Tarquinia: le sue tombe dipinte costituiscono una testimonianza storica, archeologica ed artistica così importante che l’UNESCO le ha dichiarate Patrimonio dell’Umanità. E, capite bene che, per un'archeologa come me, questo è uno dei posti che amo di più in assoluto...
Per quanto riguarda le origini dell’insediamento, le testimonianze più antiche le ritroviamo sul colle della “civita” e risalgono al periodo villanoviano (X - VIII secolo a.C.), ma la fondazione della città vera e propria è da attribuire al mitico Tarconte a cui apparve, saltando fuori dalle zolle di terra, il fanciullo Tagete, al quale la tradizione fa risalire l’istituzione dell’“etrusca disciplina”.
Già tra l’VIII ed il VII secolo a. C. Tarquinia diventa una città ricca e potente, muta la sua economia trasformandosi da centro agricolo a centro commerciale ed industriale: ottiene così la supremazia sui territori circostanti, dalla costa fino all’entroterra. È proprio in questo periodo (VII a. C.) che nelle sepolture si assiste al passaggio graduale dall’incinerazione all’inumazione in tombe a fossa, le quali tendono ad ampliarsi sempre di più, corredate da ricche suppellettili di importazione e variamente ornate, testimoniando così un gusto e ad uno stile ispirati alle zone orientali del Mediterraneo: questo periodo è infatti detto “orientalizzante”.
Lo sviluppo dell’emporio di Gravisca ci testimonia che il VI secolo a. C. è caratterizzato da ulteriori e più intensi contatti con la Grecia e l’Oriente: è proprio a questa fase che si fanno risalire le prime tombe dipinte di Tarquinia, documento preziosissimo per ricostruire gli usi, i costumi, lo stile di vita della popolazione etrusca, di cui possediamo scarsissime testimonianze dirette o scritte. Queste raffigurazioni ci suggeriscono, inoltre, un'idea della pittura greca, di cui quasi nulla è giunto fino a noi.
Tomba dei Giocolieri
Le pitture sepolcrali tarquiniesi restituiscono una concezione del trapasso come un viaggio verso un Aldilà immaginato come continuazione della vita terrena: il defunto viene rappresentato in scene di banchetto, di giochi, danze, agoni e circondato dalla sua servitù, da uomini e donne riccamente abbigliati. Anche la struttura della camera sepolcrale ricalca quella delle abitazioni terrene. Questa visione del mondo ultraterreno muta nel V secolo a.C., quando inizia per la civiltà etrusca un periodo di profonda crisi, che culminerà con la definitiva conquista romana nel III secolo a.C.: dal V secolo infatti si afferma una concezione infernale dell’Aldilà e le pitture sepolcrali si popolano via via di demoni dalle carni bluastre, mostri, serpenti barbati.
La necropoli di Monterozzi conta più di 6000 tombe conosciute, circa 200 sono quelle dipinte, ma al turista è possibile visitarne soltanto una decina (aperte a rotazione) e ammirarle attraverso un cristallo di protezione, come la tomba delle Leonesse, dei Leopardi, dei Giocolieri, della Caccia e della Pesca. 
Tomba dei Leopardi

Inoltre al Museo Archeologico di Tarquinia sono state attentamente ricostruite altre celebri sepolture, che minacciavano di venire completamente distrutte dalle infiltrazioni di acqua dal terreno soprastante: ad opera dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma si sono così “strappate”, parete per parete ed in un unico pezzo, le decorazioni di alcune sepolture, come quella del Triclinio, delle Olimpiadi, delle Bighe e della Nave. Il Museo ospita inoltre importanti reperti relativi all’antico centro etrusco di Tarquinia, come i celebri Cavalli Alati, provenienti dalla “civita” e rinvenuti nei pressi dell’Ara della Regina, il principale e maestoso tempio dell’Acropoli.

E' possibile visitare in una mezza giornata la necropoli del Calvario-Monterozzi e il Museo Archeologico Nazionale (biglietto unico necropoli+museo 6€) oppure, in alternativa a questo, il centro storico medievale di Corneto-Tarquinia. Per un'idea di itinerario, vedi qui

Se siete amanti dell'archeologia e affascinati dalla civiltà etrusca, non esitate a contattarmi per una visita guidata alla necropoli di Tarquinia: vi accompagnerò con professionalità e passione in uno dei luoghi più belli del mondo...