Parco dei Mostri di Bomarzo

L'Orco
Uno dei siti più visitati della Provincia di Viterbo durante la “bella stagione” è sicuramente il Parco dei Mostri di Bomarzo, un unicum nel panorama dei giardini storici italiani. Un luogo incantato e ancora oggi pieno di mistero, il cui significato è sfuggito alle numerose interpretazioni che gli sono state attribuite negli anni. È impossibile non rimanere stupiti ed affascinati da questo angolo di mondo incantato, a questo viaggio in un sogno che dura da secoli…
Sfinge con iscrizione
Pochi sono i dati certi che abbiamo a disposizione sulla genesi del Parco: sappiamo che fu voluto da Vicino Orsini al ritorno dal servizio nell’esercito pontificio nel 1552 e fu portato a termine intorno al 1580. Una delle tante epigrafi del parco sembra volerci forse rivelare il vero motivo della realizzazione dell’opera: “sol per sfogare il core”, mentre un’altra, posta sotto ad una sfinge proprio all’ingresso del percorso turistico, ci dice “tu ch’entri qua pon mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”. Non abbiamo certezze neanche sugli ideatori e ispiratori della villa, sebbene il nome più ricorrente sia quello di Pirro Ligorio, che in realtà sarebbe da escludere.
Le carenze documentarie e la peculiarità del luogo hanno contribuito ad alimentare più o meno probabili interpretazioni: si è individuato un itinerario verosimilmente dedicato alla  moglie di Vicino Orsini, Giulia Farnese (da non confondere con la più celebre Giulia "la bella"), ispirato ad un’opera letteraria di Francesco Colonna, “Il sogno di Polifilo”, che narra di un immaginario viaggio del protagonista che rivive il suo amore con Polia, prematuramente scomparsa, in cui forse si è intravisto il destino di Giulia; l’altro percorso pare sia invece da ricondurre a reminiscenze  letterarie dall’Ariosto e dall’Annibal Caro, amico di Vicino.
Ercole e Anteo
La Tartaruga




La casa pendente


Inutile sarebbe proporvi qui la descrizione delle singole sculture, data la loro peculiarità. Vi invito, invece, ad affrontare insieme a me questo fantastico viaggio in un luogo senza eguali, un percorso nell'ermetismo tardo rinascimentale, che ancora oggi non ha trovato un'interpretazione esaustiva e convincente. Le mie visite guidate, tuttavia, seguono una chiave di lettura tratta da un testo di recente pubblicazione che fornisce un'ipotesi di interpretazione a mio avviso attendibile: Sacro Bosco. Il giardino ermetico di Bomarzo di Antonio Rocca (ed. Settecittà, 2014). 
L'elefante


Tempietto ottagonale
                                               

Il drago


Le visite guidate al Parco dei Mostri di Bomarzo possono essere di diverse tipologie a seconda dei gruppi: il percorso storico-letterario, quello artistico, l'affascinante itinerario alchemico. Ad ogni scolaresca riservo un tour studiato appositamente, adattato a seconda dell'ordine e del grado.